Viviamo in un momento storico in cui la tecnologia è parte integrante della nostra quotidianità: smartphone, tablet, PC, smart TV e numerosi altri dispositivi convivono con noi e spesso rinunciarvi diventa davvero complicato. Essere genitori oggi significa inevitabilmente porsi numerosi interrogativi sull’uso di questi device.
Sin dalla gravidanza, molte famiglie si chiedono quale sarà il futuro legame tra il nascituro e la tecnologia: “Cercheremo di non farle/gli vedere il cellulare”, “Meglio le attività all’aperto piuttosto che i cartoni animati”, “Fino a 14 anni non avrà un suo telefono!”. Frasi come queste sono comuni e del tutto comprensibili quando i futuri genitori iniziano a delineare un’idea della direzione educativa che desiderano seguire.
Spesso, però, ci si confronta con la realtà fin dai primi attimi dopo la nascita: lo smartphone è con noi persino in sala parto per immortalare uno dei primi scatti della famiglia che si allarga. Da lì in avanti è facile che, nei giorni, nei mesi e negli anni successivi, si ricorra a videochiamate per presentare il bambino a parenti e amici lontani, aiutandolo a coltivare legami anche a distanza. E allora i buoni propositi iniziano, almeno in parte, a vacillare.
Quando si parla dell’uso dei dispositivi non ci si riferisce soltanto al “non dare il cellulare in mano al bambino” o al non “piazzarlo” davanti alla televisione: molto dipende, invece, da come i genitori stessi utilizzano la tecnologia. I bambini infatti apprendono per imitazione: osservano, assimilano, emulano gli adulti di riferimento; è attraverso questo processo che imparano a conoscere il mondo!
In una società digitale, i dispositivi tecnologici sono ormai parte del nostro quotidiano: sono il segno del progresso! Ciò che può fare la differenza non è l’eliminazione della tecnologia, ma l’educazione al suo utilizzo. Secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nei primi anni di vita è importante limitare il tempo passato davanti agli schermi e privilegiare il gioco attivo, l’interazione con gli adulti e il movimento. Le linee guida sottolineano infatti che, per i bambini sotto i 2 anni, l’uso di dispositivi digitali non è raccomandato, mentre per i più grandi è fondamentale che l’esperienza digitale sia di qualità e sempre accompagnata da un adulto. Insegnare ai bambini a stare con la tecnologia, ad usarla senza abusarne, a sviluppare un approccio consapevole e critico, rappresenta quindi una responsabilità educativa fondamentale.
Offrire conoscenze concrete sul funzionamento degli strumenti digitali e stabilire limiti chiari e coerenti aiuta bambini e ragazzi a costruire un senso critico, a comprendere tempi e contenuti adeguati e ad imparare gradualmente ad autoregolarsi.
Infine, ma non da ultimo, mantenere aperto il dialogo su ciò che i figli vedono e fanno online permette di accompagnarli, trasformando la tecnologia in un’occasione di confronto e crescita condivisa.
Il ruolo del genitore non è mai semplice, ma oggi più che mai è importante restare attenti ai bisogni dei propri figli ed alla tutela dei loro diritti, accompagnandoli con presenza e consapevolezza anche nella dimensione digitale.