“Parliamo di sessualità e affettività nelle persone con disabilità”
Parlare di affettività e sessualità è un bisogno universale, che riguarda ogni persona. Eppure, quando si tratta di persone con disabilità, questi temi vengono spesso messi da parte, affrontati con timore o ridotti a qualcosa di secondario. In realtà, l’affettività e la sessualità sono parte integrante della vita, della crescita e del benessere di ciascuno: riconoscerle e accompagnarle significa dare dignità e valore alla persona nella sua interezza.
Da questa consapevolezza nasce il progetto promosso dal Settore Politiche Sociali del Comune di Vercelli e dal Centro Famiglie, che propongono un percorso innovativo dedicato ai temi dell’affettività e della sessualità nelle persone con disabilità. Il progetto nasce dall’esigenza di offrire strumenti concreti e competenze specifiche a genitori, educatori ed operatori sanitari, per accompagnare con maggiore consapevolezza e serenità i comportamenti e i bisogni relazionali dei ragazzi e degli adulti con disabilità.
Con la guida della dott.ssa Giulia Alleva (psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica) e dalla dott.ssa Francesca Romano (ostetrica e consulente sessuale) è stato avviato un percorso formativo dedicato a un tema spesso poco affrontato ma fondamentale: l’affettività e la sessualità nelle persone con disabilità.
Due professioniste che hanno scelto di mettere al centro la relazione, il rispetto e l’inclusione, per aprire uno spazio di confronto e formazione dedicato a chi vive e lavora accanto alle persone con disabilità.
Il progetto si rivolge sia alle persone con disabilità inserite presso le strutture diurne e residenziali del Settore Politiche Sociali, sia a chi ogni giorno le accompagna: genitori, educatori ed operatori sanitari.
🌍 Perché è importante
Questo percorso vuole rompere silenzi e barriere. Vuole dare strumenti concreti a chi spesso si trova a gestire situazioni delicate senza sapere come affrontarle. Vuole ridurre lo stigma che ancora circonda la sessualità nelle persone con disabilità e promuovere un approccio bio-psico-sociale, che guarda alla persona nella sua globalità.
Alla fine del progetto, genitori e professionisti avranno acquisito competenze e sicurezza, e potranno collaborare meglio con scuole e servizi. Le persone con disabilità, invece, avranno avuto l’occasione di vivere momenti di confronto e di educazione affettiva, in un contesto protetto e rispettoso.
✨ Una comunità più consapevole
Il risultato atteso non è solo individuale, ma collettivo: una comunità più attenta, più informata e più capace di riconoscere il valore dell’affettività e della sessualità come parte del benessere di tutti.