Viaggio tra le emozioni

Il Centro Famiglie “Villa Cingoli”, raccogliendo le sollecitazioni provenienti dagli insegnanti incontrate in svariate occasioni, ha proposto ad alcune scuole di Vercelli un percorso laboratoriale dedicato alle emozioni.

Perché parlare di emozioni con i piccoli

Le emozioni sono presenti in tutti noi ed agiscono con forza nelle nostre relazioni, azioni, scelte e pensieri quotidiani. I grandi fanno fatica a gestirle, i bambini ancora di più perché spesso e volentieri non sanno riconoscerle, dare loro un nome, comprenderle, controllarle o conviverci.

I bambini manifestano le emozioni in modo diverso dagli adulti e spesso faticano a parlare di ciò che provano, anche perché non hanno ancora acquisito un linguaggio adeguato per esprimere concetti astratti. 

Può capitare quindi che non sapendo come riconoscere e verbalizzare l’emozione, essi nascondano ciò che provano oppure reagiscano con azioni aggressive, sentendosi bloccati in una situazione di confusione che da soli non riescono a risolvere.

Il progetto di educazione affettiva all’interno delle classi offre ai bambini esperienze di  apprendimento che favoriscono l’acquisizione di una consapevolezza dei propri stati emotivi, migliora la capacità di leggersi dentro per conoscere meglio se stessi e le proprie modalità espressive.

L’obiettivo è fornire ai bambini le strategie che permettano di riconoscere ed esprimere in modo efficace ciò che sentono.

Partendo dall’osservazione di sé si aiutano i bambini a riconoscere le emozioni, elaborarle, cercare di raccontarle, disegnarle, colorarle, esprimerle nell’attività con tecniche diverse, nel gioco con il corpo e la musica.

Riconoscendo le emozioni possono controllare o comunque gestire le reazioni da esse determinate, consentendo quindi di armonizzare le loro reazioni e crescere in modo equilibrato. I bambini vengono così resi protagonisti e responsabilizzati ad ascoltarsi e a valutare o scegliere le proprie reazioni.

Parlare con i bambini di ciò che provano loro e di ciò che proviamo noi adulti li aiuta a normalizzare e validare tutto lo spettro delle emozioni: dalla rabbia alla tristezza, dalla gioia alla paura, dallo stupore al disgusto.

Dove e quando?

A partire dal mese di novembre 2022 l’educatrice del Centro ed uno psicologo che collabora per questo progetto, hanno svolto un ciclo di 3 incontri presso le Scuole dell’Infanzia e Primarie degli Istituti Comprensivi Lanino e Ferrari di Vercelli.

Sono stati coinvolti i bambini di 5 anni (per questioni logistiche ed organizzative ma soprattutto in quanto dotati di maggiori capacità espressive e di attenzione rispetto ai compagni più piccoli) ed alle classi terze della primaria.

Durante

Le attività sono state proposte nella maggior parte dei casi utilizzando il “circle time”: la comunicazione circolare che, oltre a creare un clima di maggiore serenità e fiducia all’interno della classe, potenzia enormemente il coinvolgimento e la partecipazione di tutti.

I bambini, soprattutto quelli della scuola primaria, hanno dimostrato grande interesse per le attività diverse dall’ordinario. La novità inoltre ha tenuto i bambini attenti e desiderosi di condividere non solo con due persone estranee al normale contesto classe, ma con i compagni stessi, i propri pensieri.

Per cercare di mantenere viva l’attenzione sono state proposte diverse tipologie di attività: visione di filmati (la maggior parte delle classi ormai è dotata di LIM), attività di gruppo, giochi interattivi, disegno, scrittura, attività ludiche.

Toccando alcune emozioni più “delicate” come paura e tristezza, alcuni bambini hanno espresso il desiderio di mantenere la riservatezza dei loro pensieri per timore a volte di essere derisi dai compagni o in quanto il carico emotivo era troppo elevato (non sono mancate le lacrime, segno appunto di emozione e degne quindi di rispetto).

L’unica regola posta è stata: ascoltare il compagni e non deridere quanto detto.

Ma, come sempre i bambini ci sorprendono: in nessuna occasione hanno infranto la regola, mai hanno riso o preso in giro i compagni per quanto detto; hanno saputo ascoltare con attenzione e sono intervenuti per condividere le proprie esperienze.

Proprio sull’empatia ha fatto leva il lavoro in classe, per migliorare l’acquisizione di valori universali e focalizzare l’attenzione sulla dimensione relazionale dell’affettività, facendo riflettere i bambini su atteggiamenti e comportamenti individuali e collettivi in particolare nei riguardi dei compagni diversamente abili.